
A quasi 90 anni dalla sua creazione, il Guernica di Picasso, famoso quadro dipinto nel 1937 a sostegno del governo repubblicano e sull’onda dello sdegno per i bombardamenti nazi-fascisti della cittadina basca di Gernika, è finito al centro di una controversia politica in Spagna.
Il Governo Basco, tramite il suo Lehendakari (Presidente della Comunità Autonoma basca) Imanol Pradales, ha chiesto il trasferimento temporaneo del quadro Guernica nei Paesi Baschi per una mostra temporanea che si terrà al Guggenheim di Bilbao dal 1° ottobre 2026 al 20 giugno 2027. Ma la richiesta, negata dal governo centrale, ha acceso una forte polemica politica a livello nazionale.
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Il governo basco insiste sulla richiesta di trasferimento del quadro, che venne dipinto da Picasso per denunciare l’orrore della strage di civili nella cittadina basca, a seguito del bombardamento avvenuto nell’aprile 1937, ma per il Museo Reina Sofía (il museo madrileno nel quale il quadro è esibito dal 1992), sconsiglia vivamente lo spostamento dell’opera. Il motivo è che “il suo formato, la natura dei suoi elementi e il suo stato di conservazione, insieme ai numerosi danni subiti nel tempo, la rendono particolarmente sensibile a qualsiasi tipo di vibrazione”.
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Il “no” del governo spagnolo al trasferimento si è trasformato però in un inaspettato terreno di scontro nell’arena politica nazionale. L’ultima a unirsi al dibattito è stata la presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, che lunedì si è opposta con parole dure al trasferimento del dipinto dalla capitale a Bilbao. La leader del Partito Popolare, da sempre schierata nel forte contrasto ai nazionalismi regionali spagnoli, in particolare quello basco e quello catalano, ha sottolineato che si tratta di una richiesta assurda.
Perché il governo basco vuole il Guernica
Attualmente il governo della regione autonoma dei Paesi Baschi è guidato da Imanol Pradales, del Partito Nazionalista Basco (EAJ-PNV), una forza politica nazionalista locale radicata nella storia spagnola da ormai decenni, di stampo conservatore. I nazionalisti baschi hanno chiesto il trasferimento del Guernica a partire dall’autunno di quest’anno e fino al 30 giugno 2027, in occasione del 90° anniversario della costituzione del primo governo basco e del bombardamento di Gernika, avvenuto il 26 aprile 1937.
“Sarebbe un gesto di memoria storica e di riparazione simbolica nei confronti del popolo basco”, ha affermato il Lehendakari (Presidente del Governo Basco) rivolto al Primo Ministro Sanchez. Lo scorso fine settimana, il leader basco ha approfittato dell’Aberri Eguna (Giornata della Patria Basca) per chiedere a Sánchez se avesse «il coraggio politico» di portare il dipinto nei Paesi Baschi perché, secondo fonti interne al Governo Basco, «la palla è nel suo campo».
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Il Partito Socialista Basco (PSOE) ha spiegato a EL PAÍS che «non è opportuno aprire un nuovo capitolo riguardo a rimostranze, riparazioni o scuse da parte del Governo spagnolo». Aggiungono: “Abbiamo insistito sulla responsabilità di coloro che hanno preso la decisione di bombardare Gernika, sulla responsabilità dell’aviazione nazista, dell’aviazione fascista italiana… e sullo status degli abitanti di Gernika, del governo spagnolo e della legittimità della Seconda Repubblica come vittime di aggressione. Il governo spagnolo ha già compiuto gesti di condanna, di rifiuto e di solidarietà con le vittime, e ha riconosciuto Gernika come luogo della memoria democratica nel 2024… riteniamo che non vi siano questioni in sospeso a questo riguardo”.
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Polémica por el posible viaje del Guernica al País Vasco: “Se desaconseja rotundamente su traslado”
El Gobierno vasco insiste en pedir la cesión temporal del cuadro de Picasso. Un informe del Reina Sofía desaconseja moverlo por el riesgo de graves daños.
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