Vox, storia e obiettivi del partito di estrema destra spagnolo

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La manifestazione di Vox a Madrid ad inizio ottobre 2018

Fino a poche settimane fa non era altro che un insignificante partito politico con nessuna rappresentanza in Spagna, una realtà da “zero virgola” nelle elezioni nazionali e regionali.

Da qualche mese aveva iniziato a far parlare di sé, anche a seguito della manifestazione di Madrid.

Ora, dopo le elezioni regionali di ieri in Andalusia, Vox irrompe nella scena politica spagnola. Vediamo da dove viene e che obiettivi ha il partito di estrema destra spagnolo di cui ora tutti parlano, e che ora punta ad entrare nel Parlamento spagnolo alle prossime elezioni generali.

Data di nascita

Vox venne registrato come partito politico il 12 dicembre del 2013: compie quindi 5 anni in questi giorni. Fu nel gennaio del 2014 che comparve per la prima volta sui media a seguito di una conferenza stampa.

Obiettivo: l’elettorato del PP scontento con il partito

L’obiettivo di Vox fin dall’inizio era quello di raccogliere il voto dell’elettorato del Partido Popular scontento del partito di origine, in particolare con la gestione considerata più moderata del premier Mariano Rajoy. Questo è un dato interessante da tenere in considerazione. Spesso chi si avvicina alla politica spagnola senza conoscerla in profondità si stupisce dell'”assenza” di una destra estrema nel paese. In realtà fino ad oggi quella parte di mondo politico si è vista rappresentata nell’ala destra del Partido Popular. Un partito grande e variegato, che riunisce correnti più centriste con altre addirittura nostalgiche del franchismo. Vox è stato quindi per certi versi una fuga verso destra dal PP, giudicato ormai troppo moderato.

I primi risultati

I primi risultati elettorali per Vox sono arrivati nella primavera del 2014, alle elezioni europee: in quell’occasione il partito raccolse l’1,57% dei voti. I luoghi dove raccolse più voti furono Melilla, intorno al 5%, e la Comunidad de Madrid, con il 3%.

Il leader

Fin dal 2014 il presidente e leader di Vox è Santiago Abascal, ex membro del PP e fondatore di DENAES, (Fondazione per la Difesa della Nazione Spagnola) che ha organizzato manifestazioni nazionaliste molto partecipate lo scorso autunno, nei giorni dello scontro totale fra Madrid e governo Puigdemont. Nel 2016 venne arrestato a Gibilterra dopo aver dispiegato una enorme bandiera spagnola sulla cima della rocca della enclave britannica.

Il programma di Vox: abolizione delle Comunità Autonome e guerra ai migranti

Uno degli slogan preferiti da Vox è “fare di nuovo grande la Spagna”. I riferimenti al passato grandioso della nazione sono tanti. Una delle proposte più controverse è quella di abolire le Comunità Autonome, uno dei risultati più importanti della Transizione spagnola, che ha garantito per decenni la tutela delle identità regionali peraltro con autonomie molto avanzate ed una fortissima valorizzazione delle lingue locali. Particolare l’accanimento contro la Catalogna (del resto, buona parte della fortuna di Vox viene proprio dalle tensioni di questi anni intorno al processo indipendentista catalano, che hanno esacerbato opposti nazionalismi). Uno degli obiettivi di Vox è infatti l’annullamento immediato dell’autonomia della Catalogna, Comunità Autonoma che insieme ai Paesi Baschi gode di enormi spazi di autonomia.

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Nel messaggio di Vox ha un importante peso anche la guerra totale all’immigrazione irregolare, altro cavallo di battaglia delle destre sovraniste europee. Da segnalare che nei mesi precedenti alle elezioni in Andalusia la destra spagnola, dal PP a Ciudadanos, fino ovviamente a Vox, ha criticato fortemente la politica dei porti aperti di Pedro Sanchez, parlando di un possibile “effetto chiamata”. Proprio in questi ultimi mesi c’è stato un aumento degli sbarchi di migranti sulle coste dell’Andalusia, e la destra ha usato questa situazione. Lo stesso Sanchez del resto si è mostrato più duro ultimamente sul fronte immigrazione, come si è visto con il caso del peschereccio Nuestra Madre Loreto.

La posizione di Vox in tema di immigrazione ricorda quella della Lega di Salvini: deportazione degli immigrati irregolari, lotta contro le ONG che aiutano i migranti ad entrare nel paese in seguito a salvataggi in mare. Altro cavallo di battaglia: rinforzare le enormi recinzioni a Ceuta e Melilla, costruendo un muro “anti migranti” sul modello di quello che vuole costruire Trump al confine con il Messico. Sempre in tema di immigrazione e diversità culturale, Vox vuole chiudere le moschee definite “fondamentaliste”

Altro punto molto controverso del programma di Vox è il no assoluto al diritto all’aborto. Vox vuole anche abolire la legge di violenza di genere.

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Lorenzo Pasqualini

Madrid
Giornalista freelance, geologo, scrive soprattutto di Ambiente, Scienze e Spagna. Fondatore e redattore de El Itagnól, collabora con diverse testate italiane. Vive in Spagna da anni.

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