Elezioni comunali a Madrid, c’è anche un italiano tra i candidati: l’intervista a Giovanni Quitadamo

quitadamo mas madrid elezioni italiano
L’italiano Giovanni Quitadamo si presenta alle elezioni municipali di Madrid del 28 maggio 2023 con Más Madrid.

Il prossimo 28 maggio si voterà a Madrid, come in tutti gli oltre ottomila comuni (municipios) della Spagna, per le elezioni amministrative, con il rinnovo degliAyuntamientos.  Da queste elezioni locali, nelle quali possono partecipare anche gli italiani residenti (empadronados), uscirà il nuovo consiglio comunale, ed un nuovo sindaco, o sindaca. Nello stesso giorno si voterà anche per le elezioni regionali, che rinnoveranno l’assemblea della Comunità Autonoma di Madrid.

A livello comunale c’è un dato interessante per gli italiani e per gli italo-spagnoli che vivono nella capitale spagnola: per la seconda volta infatti, come era accaduto anche nel maggio del 2019, si presenterà alle amministrative un italiano. È Giovanni Quitadamo, originario di Napoli, che si presenta con il partito Más Madrid e che già negli ultimi anni è stato “vocal vecino” nella giunta municipale del quartiere Arganzuela. Lo avevamo intervistato nel 2019, qui sotto proponiamo la nuova intervista realizzata il 13 maggio 2023 da Lorenzo Pasqualini.

L’intervista a Giovanni Quitadamo, candidato di Más Madrid

Giovanni Quitadamo, ti sei candidato alle elezioni del 28 maggio 2023 nelle liste di Más Madrid, unico italiano che si presenta alle elezioni comunali della capitale spagnola. Puoi parlarci del tuo percorso?

La mia candidatura nasce da un percorso, in maniera naturale, dopo otto anni di militanza in Más Madrid. Otto anni di militanza che sono stati intensi, i primi quattro nell’epoca di governo della sindaca Manuela Carmena e questi ultimi quattro facendo opposizione alla giunta del sindaco Almeida. Io in questi ultimi 4 anni, in questa ultima legislatura, sono stato vocal vecino, una figura bellissima, un “portavoce di quartiere” in una istituzione interessante che è quella della Junta municipal de Distrito, che in Italia sarebbe la Municipalità di quartiere e che in Spagna è poco conosciuta.

La differenza principale tra Italia e Spagna è che in Italia la Municipalità è eletta direttamente, il presidente insieme ai consiglieri municipali. In Spagna no, i “vocales vecinos” che la compongono vengono nominati dal sindaco su proposta dei partiti. Si riproduce in piccolo la stessa proporzione dell’Ayuntamiento. Sono in sostanza dei portavoce di quartiere, ed i quartieri hanno un ruolo importantissimo, hanno delle competenze poco conosciute ma importanti. Considera che Arganzuela, il mio quartiere, ha 156.000 abitanti ed un bilancio che può utilizzare di 30 milioni di euro.

Questa mia candidatura per il 28 maggio nasce rappresentando il distrito Arganzuela. La seconda parte della lista che compare sulla papeleta elettorale infatti, con i nomi di tutti i candidati, nasce dai quartieri, dal basso. Il mio nome è al numero 46, lo si può trovare sulla “papeleta” il giorno delle elezioni (nella foto qui sotto). Mi diverte perché il numero 46 è quello di Valentino Rossi, e per noi italiani è un bel numero. La mia candidatura è quindi magari per tornare ad essere vocal vecino nel mio quartiere, per Mas Madrid.

papeleta mas madrid 2023 quitadamo
La “papeleta” di Más Madrid per le elezioni amministrative di Madrid del 28 maggio 2023, con Giovanni Quitadamo al numero 46.

Puoi spiegare agli italiani che voteranno il 28 maggio, cos’è Más Madrid e qual è la sua storia?

Más Madrid è un progetto bellissimo, nato otto anni fa con la candidatura e poi il governo di Manuela Carmena, un cambiamento storico per la città di Madrid dopo quasi 20 anni di sindaci di destra. Ci fu una svolta, ci fu una candidatura nata dai movimenti sociali e con un partito di sinistra che vuole però essere diverso dal Partito Socialista (PSOE). Il nostro è basato su 3 principi: una città basata sulla giustizia sociale, sull’equilibrio economico-sociale, un partito verde e femminista. C’è stato un ricambio generazionale dopo Manuela Carmena ed adesso abbiamo Rita Maestre come candidata, una persona splendida, preparata, giovane e con otto anni di esperienza a livello municipale. Ha tutte le carte in regola per diventare la nuova sindaca di Madrid.

La gran parte degli italiani che vive qui a Madrid rimane stupita ed entusiasmata dal buon funzionamento dei servizi della città, come i trasporti pubblici e la pulizia, almeno rispetto ad alcune grandi città italiane. Quali criticità vede Más Madrid negli ultimi 4 anni di governo del sindaco Almeida?

Questi 4 anni sono stati interessanti perché sono stato a contatto con la gente, con le associazioni di quartiere, con le persone che ti chiamano e scrivono per farti sapere i problemi. Madrid è una città relativamente moderna rispetto alle nostre Roma, Napoli, quindi certo, funziona bene ed i servizi pubblici sono relativamente buoni, ma non possiamo fermarci né accontentarci, le città cambiano con il tempo. La gente ti parla, ti fa arrivare i problemi che ci sono. La città evolve, va cambiata.

Per farti degli esempi, nel mio quartiere, che è un quartiere in crescita, vicino al centro della città dove ci sono ancora spazi liberi, si è costruito molto. E qui si presentano due modelli, due scelte possibili. O in quegli spazi liberi continui a costruire, con nuove case, aumentando la popolazione ma non i servizi pubblici, credendo in un modello privato della sanità e delle scuole ed in un modello basato sulla macchina come principale mezzo di trasporto, oppure, come pensiamo noi, bisogna accompagnare questo aumento di abitanti con più infrastrutture pubbliche. Il quartiere Arganzuela ha bisogno ad esempio di scuole pubbliche, di centri di salute di assistenza primaria e di cambiare il sistema di mobilità di accesso alla città.

Qual è la vostra idea per cambiare la città in questo senso?

La città cambia nel tempo, ed è possibile rivoluzionarla in pochi anni. Basta pensare che fino a pochi anni fa non esistevano le grandi autostrade che oggi portano fin dentro la città. Negli anni ’80 l’idea era una città costruita intorno alla macchina, oggi dobbiamo aggiornare, non tornare indietro ma cambiare, per combattere l’inquinamento e per una maggior comodità pensare a nuovo modello di città. A me piacerebbe raccontarti il nostro progetto di Más Madrid per Arganzuela, quello della trasformazione del Paseo di Santa Maria de la Cabeza, una delle autostrade cittadine che da fuori entrano praticamente dentro la città.

È un progetto nato dal basso, da noi, con assemblee di quartiere di Más Madrid. Abbiamo letteralmente camminato per la zona di Santa María de la Cabeza e lungo il Paseo Delicias, facendo un analisi completo, iniziando dalle corsie per le automobili, vedendo quanti posti auto c’erano, che tipo di negozi ci sono lungo la strada per capire chi parcheggia lì, contando le scuole della zona. Vogliamo potenziare un “entorno escolar” pacificato, cioè zone più tranquille intorno alle scuole, senza auto. Abbiamo quindi fatto delle proposte basiche, e dopo il lavoro di campo ci siamo riuniti con le associazioni. La nostra proposta iniziale è stata condivisa ed arricchita dalle idee delle associazioni del quartiere, che sono forti e storiche.

Siamo poi andati dal gruppo municipale di tecnici, da cui è nato un progetto di riforma completa della zona. L’idea è una strada rivoluzionata, con traffico ridotto al 50%, 15 km di piste ciclabili, 90% in più di zone pedonali, marciapiedi più ampi e comodi, e soprattutto un miglior sistema di trasporto pubblico. L’idea che potrebbe veramente cambiare Madrid è una rete di bus ad alta velocità, dei bus rapidi ben strutturati che da Plaza Elíptica ad Atocha impiegherebbero solo 10 minuti. Ovviamente non siamo folli, non vogliamo chiudere tutto al traffico senza offrire alternative. Bisogna rafforzare il sistema pubblico, e poi appunto la nostra idea è quella di inserire una rete di bus ad alta velocità.

A cosa vi riferite quando parlate di città dei 15 minuti?

L’idea è migliorare la nostra vita quotidiana. Da una parte migliorare il servizio dei trasporti pubblici per arrivare più velocemente al lavoro. Dall’altra, arricchire ogni quartiere con tutti i servizi pubblici ed anche con una offerta culturale e di ozio. Cosí avremo più tempo libero, per goderci la nostra vita privata.

Qual è la vostra posizione sul tema asili nido?

La candidata sindaco Rita Maestre è stata chiarissima: il sistema va migliorato. Bisogna arrivare ad avere una Scuola Infantile in ogni quartiere. Non in ogni distretto, che sono suddivisioni più grandi, ma in ogni barrio, molto più capillarmente.

Il tema della memoria storica nelle strade della città. Negli ultimi 4 anni nella giunta Almeida ci sono state delle decisioni controverse, quale sarà il vostro atteggiamento se governerete la città?

Ti posso raccontare anche qui delle esperienze di quartiere. Una delle competenze della giunta municipale è dare nomi alle strade e ai parchi. Ecco qui, nel mio quartiere, ci sono tanti lavori in corso, abbiamo avuto lo stadio Calderón abbattuto, ed al suo posto sono nate tante nuove strade e nuovi parchi con nomi nuovi da dare. Noi ovviamente abbiamo l’esigenza di rispettare la Ley de Memoria Histórica che viene dal governo nazionale. Vediamo come cosa logica eliminare i nomi di generali e militari di epoca franchista dalle strade, aggiornare i nomi ricordando anche molte figure che hanno perso la vita per colpa della dittatura. Ma non solo. Noi abbiamo proposto nel nostro quartiere molte volte dei nomi di donne di riferimento, in tanti settori. L’importante è riequilibrare i nomi delle strade dove le donne sono molto meno rappresentate rispetto agli uomini. Questo governo di destra però, ha altre priorità.

Quali sono le prospettive il 28 maggio? I sondaggi mostrano uno scenario aperto per il comune di Madrid, che potrebbe decidersi all’ultimo momento.

Le prospettive sono buone. Noi ci crediamo, ed abbiamo fatto un buon lavoro in questi anni. Abbiamo tanto da trasmettere e tante idee per migliorare la città. I sondaggi sono buoni, le nostre proiezioni sono migliorate negli ultimi mesi ed il blocco di sinistra è praticamente arrivato al pareggio negli ultimi sondaggi disponibili a metà mese, quindi ce la giochiamo. Noi abbiamo tante idee per rendere questa città più giusta a livello sociale, più verde e più femminista, ma abbiamo anche un’ottima candidata. Peraltro qui nel quartiere Rita Maestre è stata la nostra Consigliera di riferimento, l’abbiamo vista lavorare nel territorio, parlare con le associazioni e con la gente, e allo stesso tempo prendere le redini del partito e diventare candidata. Ho quindi potuto conoscerla e apprezzarla molto. È una persona preparatissima che riesce ad essere portavoce del partito, e allo stesso conoscere il quartiere, la gente.

Nel corso della giunta della sindaca Carmena era stata creata una piattaforma, “DecideMadrid” che permetteva ai cittadini di proporre iniziative, cambiamenti, progetti per cambiare la città, e poi votarli. 

Quella esperienza mi avvicinò molto alla politica madrilena all’inizio, ed è una delle grandi differenze tra noi e Almeida. Almeida ha eliminato i Foros Locales, che si completavano con la pagina web DecideMadrid. In questi anni le associazioni e le persone hanno perso quel punto di riferimento, che era anche un punto di incontro. Noi abbiamo fatto un grosso lavoro per non perdere il contatto con le persone, pur non stando più nel governo. Anche qui posso farti un esempio di quartiere. Qui ad Arganzuela c’è un gruppo di residenti che accompagniamo da anni e che chiede la costruzione di infrastrutture pubbliche negli spazi di Delicias. Ecco, li abbiamo accompagnati fino alla creazione di un’Associazione.

Oppure ti posso raccontare che abbiamo vissuto le lotte di un’associazione di genitori di una scuola, il CEIP Miguel de Unamuno, che si è battuta per anni contro le “cucine fantasma” (o dark kitchen), che si trovavano vicino alla scuola e rendevano impossibile la vita a studenti, docenti, personale. Con la loro forza questa associazione di genitori è riuscita a far chiudere le cucine fantasma. Noi li abbiamo accompagnati, gli abbiamo dato voce, quindi la loro vittoria è una soddisfazione anche per noi. Bisogna ridare spazi sia fisici che istituzionali a queste realtà. Quindi partecipazione diretta, e anche chi non fa parte di associazioni deve poter fare proposte.

Tu sei un italiano che vive a Madrid da 20 anni, cosa puoi dire di questa esperienza e come vedi l’Italia da qui?

Sì, tutta la mia vita lavorativa si è svolta qui a Madrid. Sono innamoratissimo della città, di Madrid, mi vedo quindi qui anche nel futuro. Ciò non vuol dire che abbia perso i legami con l’Italia; la mia famiglia è a Napoli, vado spesso, forse sempre più spesso per fortuna, abbiamo festeggiato lo scudetto…Tra Italia e Spagna vediamo ovviamente differenze ma i legami sono tantissimi, a partire dalla comunità italiana a Madrid, dalla voglia di conoscersi tra i due paesi, fino agli esempi da prendere l’uno dall’altro. Ci sono aspetti culturali e di vita organizzativi su cui Italia è avanzata e altri su cui la Spagna è il riferimento. Forse nei diritti sociali e civili sicuramente la Spagna è più avanti, l’Italia deve crescere in questo senso, e ce ne sono altri su cui l’Italia è più avanti, forse per comunicazioni e trasporti.

Oltre ad essere italiano a Madrid hai anche deciso di prendere la nazionalità spagnola in un periodo in cui ancora non è riconosciuta qui in Spagna la doppia cittadinanza con l’Italia.

La scelta di prendere la cittadinanza spagnola è arrivata nel momento in cui ho conosciuto la vita politica della Spagna. In quel momento ho visto il limite che avevo, perché con la cittadinanza italiana non potevo votare né alle nazionali né alle regionali spagnole. Questo mi ha spinto a richiedere la nazionalità, un processo lungo, c’è voluto tempo, e che non è necessario per vivere bene qui, non ce n’è bisogno, ma uno dei motivi che mi ha spinto a farlo è stato quello di poter votare. L’obiettivo ideale però è che si raggiunga un accordo sulla doppia nazionalità tra Italia-Spagna, così come già avviene tra Spagna e Francia. Sappiamo che ci stanno lavorando dall’Ambasciata e dal Comites, che è l’organismo che rappresenta gli italiani all’estero, e questo speriamo che migliori l’inserimento degli italiani nella vita pubblica locale.

La prospettiva di un possibile governo con Más Madrid sarebbe insieme a Partito Socialista, ed anche a Unidas Podemos: avete delle convergenze di vedute, e quali differenze ci sono?

Credo e spero che a vincere sarà il blocco di sinistra (Más Madrid, PSOE, Unidas Podemos) e che lo guiderà Rita Maestre come sindaca. Quello che noi abbiamo visto qui nel quartiere Arganzuela, dove abbiamo lavorato sempre dialogando con il Partito Socialista in questi quattro anni, è che abbiamo votato insieme sulla maggior parte delle proposte. Ovviamente non abbiamo la stessa visione su tutto, forse noi abbiamo una visione più progressista, più forza per portare avanti un rinnovamento più completo della città. Il PSOE resta un po’ più reticente su alcune tematiche. Ma siamo sicuri che si lavorerà insieme senza problemi nei prossimi quattro anni.

The following two tabs change content below.

Lorenzo Pasqualini

Madrid a El Itagnol
Giornalista italiano a Madrid, caporedattore di Meteored Italia e autore-fondatore del sito di informazione "El Itagnol - Notizie dalla Spagna e dall'Italia".

Commenta per primo

Rispondi