20 novembre, 49 anni fa la morte di Franco metteva fine alla lunga dittatura in Spagna

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Il 20 novembre 1975, esattamente 49 anni fa, moriva in Spagna il dittatore Francisco Franco. La morte di Franco ha segnato la fine della dittatura franchista, anche se i colpi di coda del regime durarono diversi anni, con gli apparati del regime ancora in piedi. Il prossimo anno, 2025, si compiranno 50 anni da quello storico evento, che ha chiuso un lunghissimo periodo di isolamento del Paese in Europa.

Conosciuto in Spagna, durante il regime, anche come Caudillo o Generalisimo, Franco era stato l’autore del tentato colpo di stato del luglio 1936 contro la II Repubblica spagnola e contro il governo delle sinistre costituito dal Fronte Popolare. Dal fallimento di quel tentativo di golpe si scatenò la Guerra Civile, un terribile conflitto civile nel quale morirono centinaia di migliaia di persone (alcune stime parlano di 1 milione), che andò avanti dal 1936 al 1939. Una guerra nella quale intervennero anche potenze straniere: al fianco dei franchisti l’Italia di Mussolini e la Germania di Hitler, al fianco dei repubblicani l’Unione Sovietica e le truppe volontarie delle Brigate Internazionali (tra cui anche migliaia di italiani). Dopo la vittoria contro i Repubblicani nel 1939, Franco instaurò un regime dittatoriale basato sul partito unico della Falange spagnola.

La morte di Franco il 20 novembre 1975, dopo 35 anni di regime franchista

Questo regime dittatoriale durato 35 anni, inizialmente ispirato al fascismo, prese poi un carattere peculiare conosciuto con il nome di franchismo, dal nome del dittatore. Durante questa lunga dittatura venne applicata una dura repressione, politica, economica, linguistica, culturale, religiosa, educativa. Un bilancio ufficiale delle vittime della repressione non esiste, visto che ancora molte fosse comuni non sono state scoperte (solo a partire dal 2007 è iniziata una fase di recupero, grazie alla così chiamata “Ley de Memoria Histórica”, approvata dai socialisti durante la presidenza di Zapatero).

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Si parla comunque di decine di migliaia di vittime (circa 150.000 secondo alcune fonti), soprattutto subito dopo la guerra civile e fino agli anni ’50. Nei decenni di dittatura ci furono molte esecuzioni di oppositori politici, che continuarono fino a poche settimane prima della morte di Franco, nel settembre del 1975 (le ultime fucilazioni del franchismo). Subito dopo la morte di Franco, avvenuta il 20 novembre del 1975, venne nominato re di Spagna Juan Carlos I di Borbone, che ha rivestito questa carica fino all’abdicazione avvenuta il 2 giugno del 2014.

La Transizione

Secondo gran parte degli storici spagnoli, il re Juan Carlos I rivestì un importante ruolo nelle delicate fasi seguite alla morte del dittatore, per portare la Spagna verso la democrazia. La transizione alla democrazia avvenne grazie al lavoro del governo presieduto da Adolfo Suárez, in carica dal 1976 al 1981.

Quali sono stati i presidenti di governo della Spagna dal 1977 al 2023?

Vennero legalizzati i partiti messi al bando durante la dittatura, ed allo stesso tempo vennero “lasciate in pace” le vecchie strutture del regime. La “Amnistia” di quegli anni aveva l’obiettivo di mettere in salvo la fragilissima ed appena nata democrazia spagnola dai possibili attacchi di un apparato franchista ancora fortissimo. Del resto nel 1977, un attentato compiuto da neofascisti contro “gli avvocati di Atocha” mostrava la fragilità di una democrazia ancora troppo esposta. Non fu l’unico, e furono anni di gravi turbolenze e violenze.

La “amnistia” necessaria per blindare una fragilissima democrazia

Gli effetti di quell’”amnistia” hanno iniziato a mostrare profonde contraddizioni nella Spagna del XXI secolo, un paese democratico a tutti gli effetti dove però, ancora negli ultimi anni, c’è stata una certa difficoltà nella rimozione dei simboli di quel passato dittatoriale, portato avanti compiutamente soltanto dai governi socialisti, e con non poche difficoltà.

23 febbraio 1981, l’ultimo colpo di coda del franchismo con il tentato golpe di Tejero

Il 23 febbraio del 1981 la Spagna dovette fronteggiare un tentato golpe, che venne però sventato. Il tentativo di colpo di Stato mostrò al paese ed al mondo come il franchismo fosse ancora forte ed “in agguato”. Negli anni a seguire il paese entrò nell’Unione Europea e fece enormi passi avanti sul piano sociale, economico e democratico, diventando una democrazia consolidata al riparo da rigurgiti dittatoriali.

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